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SUMMARY:All You Need Is ECUADOR?
DESCRIPTION:All You Need Is ECUADOR?\nSelezione video a cura di María Belén Moncayo\nAANME Archivo Nuevos Medios Ecuador\ndal 26 gennaio al 4 febbraio 2017 \nVernissage giovedì 26 Gennaio ore 18.30 – 21 \nArtisti: Sujetoacambio\, Quito – Manuel Kingman\, Quito – Fabiano Kueva\, Quito – María Teresa Ponce\, Quito and USA – Patricio Ponce\, Quito – Falco\, Quito – Colectivo CAJA 4\, Guayaquil – Karina Skvirsky\, New York. \nAll You Need Is ECUADOR?\ndi María Belén Moncayo \n“Tutto ciò che serve è l’Ecuador” è lo slogan attualmente utilizzato dal governo ecuadoriano per sostenere la sua campagna di promozione del turismo internazionale che prende lo stesso nome. E ‘stato ripreso dalla canzone dei Beatles “All you need is love”. Questo spot è stato mostrato durante l’intervallo alla scorsa stagione del Super Bowl\, in alcuni stati degli Stati Uniti. Entrambi\, la campagna e gli spot mostrati sono sostati all’ Ecuador milioni di dollari e i risultati non sono ancora stati considerati come positivi.\nConsiderando tutti i problemi sociali che l’Ecuador si trova ad affrontare giorno per giorno\, questa curatela ha lo scopo di contestare lo slogan di questo progetto\, fatto dal regime attuale. Possiamo dire che la politica pubblica in questo paese risponde ad un vero e proprio concetto di amore e di benessere? Attraverso queste opere\, poeticamente realizzate tenendo conto delle questioni sociali di questo paese nel mezzo mondo\, potremmo essere in grado vedere “gli altri colori del cavallo”.\nL’Ecuador è governato da un sistema che promuove il sistema socialista del XXI secolo ma la vita reale è completamente diversa. La nazione alla fine è governata da un sistema capitalistico\, il dollaro USA è considerato come la “moneta nazionale”\, il debito estero verso la Cina e la Banca mondiale è enorme. Queste circostanze hanno effetti negativi sull’ambiente\, sulla vita e i diritti delle donne\, accentua i problemi di migrazione\, proliferano i discorsi politici demagogici\, le differenze tra le classi socio-economiche e la discriminazione non è stata ancora superata. \nQuesta selezione di videoarte riflette questi temi con una forte dose di creatività\, irriverenza e l’impegno: \nSujetoacambio\, “La torera” (de la serie Prácticas Suicidas) – (The bullfighter)\, 4´(2009)\, Quito.\nManuel Kingman\, “Espacio contratado” (Paid political programming)\, 7´44´´\, (2009)\, Quito.\nFabiano Kueva\, “Filanbanco”\, 1´12´´ (2010)\, Quito.\nMaría Teresa Ponce\, “Yariwangy”\, 6´40´ (2004)\, Quito and USA.\nPatricio Ponce\, “Transacción” (Transaction)\, 11´44´´ (2008)\, Quito.\nFalco\, “Laguna negra” (Black lake)\, 6´45´´ (2010)\, Quito.\nColectivo CAJA 4\, “Cuadrado negro” (Black square)\, 3´31´´ (2008)\, Guayaquil.\nKarina Skvirsky\, “Tacos” (de la serie Ruta del sol) (Heels)\, 4´53´´ (2012)\, New York. \nApertura al pubblico: mercoledì e giovedì 18.30 – 20.30 0 su appuntamento info@dotbox.it – 3477813346 \nAANME Archive è dedicato alla raccolta\, alla diffusione\, all’esposizione\, curatela\, alla ricerca di videoarte e cinema sperimentale provenienti dall’Ecuador. Opere di videoarte: 600 dall’Ecuador\, 200 opere latino-americane; collezioni e antologie. Film sperimentali 30 ecuadoriani \, 50 dall’America Latina e diverse collezioni storiche. La gestione avviene in modo indipendente\, da una filosofia inclusiva di sottogeneri sperimentali\, per forma e contenuto.\nAANME Archive è interessata a progetti provenienti da tutto il mondo.\nCuratore María Belén Moncayo  –  specialista nella curatela di tutti i generi audiovisivi provenienti da Ecuador\, regione andina o America Latina. \nhttp://archivo.aanmecuador.com/
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SUMMARY:My Name Is... Luca Christian Mander
DESCRIPTION: \nScreening a cura di Mariacristina Ferraioli\n13 Ottobre 2011 ore 18\,30\n[.BOX]\n \n\nMY NAME IS… Luca Christian Mander è la seconda tappa di una rassegna ideata e curata da Mariacristina Ferraioli per [.BOX] Videoart Project Space\, spazio espositivo dell’associazione Visualcontainer.\nIl progetto nasce dalla volontà di proporre un’attenta ricognizione sulla videoarte italiana degli ultimi anni e di approfondire alcune ricerche che ne hanno segnato il cammino. La rassegna è strutturata in serate-evento a carattere monografico\, nel corso delle quali sono proiettati i video realizzati dall’artista invitato. Il pubblico può così godere di un approccio visivo diverso. Se è vero infatti che quasi tutte le opere sono state concepite per essere mostrate singolarmente\, è anche vero che\, inserite nel contesto dell’intera produzione\, esse possono assumere sfumature e significati inediti e dar vita a nuove possibilità di lettura. Inusuale è la tipologia dell’evento che di fatto non presenta nulla di nuovo ma offre l’occasione rara di una visione d’insieme che dà risalto alla necessità di una riflessione critica contro la dominante ed ossessiva bulimia del presente che contraddistingue il sistema dell’arte contemporanea. \n  \nDopo il primo incontro\, che ha avuto per protagonista Valerio Rocco Orlando\, il secondo screening è dedicato all’artista milanese Luca Christian Mander. Nei suoi video\, Luca Christian Mander indaga le strutture del linguaggio visivo ed i rapporti complessi che intercorrono tra l’immagine ed il suono. Attraverso un’operazione di decontestualizzazione\, l’artista preleva ripetutamente oggetti di uso comune che appartengono alla sfera quotidiana di ognuno di noi e li ripresenta nella loro singolarità\, isolati dal contesto e privati di una visione prospettica\, grazie all’uso costante del colore nero come sfondo dal quale  emerge l’immagine. Senza alcun intento narrativo o descrittivo\, l’immagine viene dilatata in un tempo idealmente infinito\, quasi fosse un’istantanea sospesa in un eterno stand-by\, senza un’origine né una fine. \n  \n  \nLuca Christian Mander è nato nel 1977 a Milano\, dove attualmente vive e lavora. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) inizia la carriera espositiva lavorando con la fotografia ed il video. Partecipa a diverse esposizioni nazionali ed internazionali come: (2011) “The Mystical Self” c/o Artverona\, “Proyector 2011” (Madrid\, Spagna)\, “Fragile: Handle with care” (Lu.C.C.A. Lucca Center of Contemporary Art\, Lucca)\, “Iridescent World” (Photon Gallery Lubiana\, Slovenia & Cultural Centre Parobrod Belgrado\, Serbia); (2010) “Italian Container” (ACCEA Yerevan\, Armenia)\, “Analog ready-made for digital redeem-aid” (L’Aia\, Olanda); (2009) “AllArt Now” (Damasco\, Siria)\, “CrossTalk” (Budapest\, Ungheria)\, “Videoholica” (Varna\, Bulgaria)\, “NamaTRE.ba 3” (Trebigne\, Bosnia Erzegovina).\n  \nMariacristina Ferraioli è una curatrice indipendente che vive e lavora tra Milano e Napoli. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte\, ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. In seguito ha ottenuto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha svolto uno stage presso il Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra Traces du Sacré ed ha pubblicato un testo sul catalogo della mostra. E’ stata co-fondatrice di 317 associazione per l’arte contemporanea con sede a Nizza. Attualmente è assistente presso il Dipartimento di Nuove Tecnologie dell’Accademia di Belle Arti di Brera e collabora con l’ufficio Master della stessa Istituzione. E’\, inoltre\, docente di Comunicazione ed Organizzazione di Eventi Culturali e collabora con quotidiani e riviste specialistiche.
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