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SUMMARY:FINISSAGE PANORAMICA*24//DIALOGHI SOSPESI
DESCRIPTION:PANORAMICA*24//DIALOGHI SOSPESI\nRassegna video su call nazionale a cura di Alessandra Arnò // VISUALCONTAINER Milano\nFinissage Venerdì 4 Aprile 2024\ndalle 18 alle 21 \nArtisti: Isobel Blank\, Alessandra Caccia\, Matteo Campulla\, Eleonora Cutini\, Silvia De Gennaro\, Paolo Ferrari/C999\, Eleonora Roaro\, Duccio Ricciardelli e Marco Bartolini\, Giulia Savorani. \nSi chiude lo screening milanese di PANORAMICA*24//DIALOGHI SOSPESI con la partecipazione di alcuni artisti presenti in mostra. \nPANORAMICA*24 //DIALOGHI SOSPESI\nLa narrazione e la memoria sono parte delle tematiche emerse dalla ricerca di nove artisti selezionati per la quarta edizione di PANORAMICA*.\nLa necessità di fissare un ricordo\, un pensiero o ri-performare il passato\, rappresenta per gli autori un momento intimo di dialogo e talvolta un soliloquio sospeso tra la contingenza reale e l’inconscio amniotico che ammorbidisce i confini tra realtà e spazio mentale\, tra mondi analogici e digitali e tra il visuale e il performativo. \nSELEZIONE VIDEO\nPaolo Ferrari/C999 – Spectrum\, 2:30\, 2023/24\nSilvia De Gennaro – Spiritual AI\, 2:45\, 2024\nMatteo Campulla – You can’t never talk about what you love\,5:09\, 2024\nIsobel Blank – Symbiosis\, 3:39\, 2024\nGiulia Savorani – La nuotatrice\, 00:42\, 2024\nEleonora Cutini – Nessuno è senza Colpa\, 5:41\, 2024\nEleonora Roaro – “The Boom: After Marco Ferreri”\, 11:37\, 2024\nAlessandra Caccia – Giove in doppiopetto\, 6:18\, 2024\nDuccio Ricciardelli e Marco Bartolini – The Rorschach Programme – Number 2\, 3:11\, 2024
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SUMMARY:A TRILOGY OF HORROR // Rebecca Agnes + FINAL GIRL BERLIN FILM FESTIVAL / Best of 2025 (DE)
DESCRIPTION:A TRILOGY OF HORROR // Rebecca Agnes + FINAL GIRL BERLIN FILM FESTIVAL // Best of 2025 (DE)\nDoppia Inaugurazione\nGiovedì 10 Aprile dalle ore 18 alle 21.30 \nPROGRAMMA:\nA TRILOGY OF HORROR: WITCHES\, GHOSTS\, MONSTERS di Rebecca Agnes\nInstallazione\nVernissage Giovedì 10 Aprile dalle 18 alle 19.30\nIngresso Libero\nFino al 18 Aprile – apertura al pubblico Mercoledì Giovedì e Venerdì dalle 18 alle 20.30  \nFINAL GIRL BERLIN FILM FESTIVAL\nA film festival dedicated to horror made by women and non-binary filmmakers\nUNICA DATA\nProiezione del “Best of 2025 ”\ningresso a offerta libera a partire da 5 euro \nVi invitiamo alla doppia inaugurazione A TRILOGY OF HORROR: WITCHES\, GHOSTS\, MONSTERS\, progetto artistico collaborativo tra l’artista visiva Rebecca Agnes e il Final Girls Berlin Film Festival di Berlino e a seguire sarà proiettato in unica data il “Best of 2025” del Final Girls Berlin Film Festival appena concluso a Berlino.\nUn momento per condividere la rappresentazione di mostri\, streghe e fantasmi realizzati dalla collettività e ricamati da Rebecca Agnes in dialogo con lo sguardo di donne e registe non binarie come soggetti e narratrici del genere Horror. \nOre 18 – 19:45\nA TRILOGY OF HORROR: WITCHES\, GHOSTS\, MONSTERS di Rebecca Agnes è un progetto artistico collaborativo tra l’artista visiva Rebecca Agnes e il Final Girls Berlin Film Festival.\nIn seguito a una chiamata aperta per contributi\, sono state raccolte 65 rappresentazioni di streghe nel 2022\, 58 rappresentazioni di fantasmi nel 2023 e 55 rappresentazioni di mostri nel 2024. \nPer creare una narrazione collettiva di come immaginiamo streghe\, fantasmi e mostri\, tutti i disegni sono stati trasformati in un ricamo dall’artista Rebecca Agnes. \nI ricami risultanti sono nello spazio VISUALCONTAINER [.BOX] di Milano. Il 10 aprile si terrà la proiezione del meglio dei cortometraggi FGFF 2025 dopo l’inaugurazione dell’installazione artistica.\nCAPITOLO UNO: STREGHE DEL 2023\nGrazie a Mimi\, Zola Gorgon\, Elinor Lewy\, Valeria Scardino\, Anne Harnischmacher\, Beatrice Matassi\, Gigi Galbiati\, Serena Rossi\, Antonio Sassu\, Joern Villwock\, Anna Friedrich\, Bonnie\, Johanna\, Ida JS.\, Ruben JS.\, Claudi J.\, Copista Mg\, Michael Gluhoded\, Lisa Swarna Khanna\, Judy Moore\, Sadie Lune + kids\, Rufus\, Claire Canavan\, Chris Tokunaga\, Harley Aussoleil\, Mine Serizawa\, Ivy\, Sylvia\, Helga Burchardt\, Tilmann Hielscher\, Cristina Modolin\, V.\, Valeria Monti\, Matteo Peterlini\, Melissa Bertolotti\, Marisa Bertolotti\, Lorenzo Agnes\, Anna Roschker\, Emma Luverá\, Susanna Ravelli\, Karolin Schnoor\, Bruno Luverá\, Irene Luverá\, Paula Bou Mor\, Nadine\, Justa\, Jeanine\, Rebecca Pedinoff\, Schuhu Dschosie\, Anita Burchardt\, Josefine\, Alessandra Caccia\, Caterina Fondelli\, Francesca Arri. \nCAPITOLO DUE: FANTASMI DEL 2024\nGrazie ad Antonio Sassu\, Costantino Ciervo\, Serena Rossi\, Giuseppe Mendolia Calella\, Hannes Egger\, Lorenzo Agnes\, Marisa Bertolotti\, M.L.\, Mary Mary\, Aida\, Jörn\, Cloudy\, Thorsten\, Enken\, Mimi\, Melissa Bertolotti\, Ferdinando Mazzitelli\, Gigi Galbiati\, Christian Niccoli\, Irwin\, Maruska Mazza\, Ilaria Biotti\, Fried Rosenstock\, Alessia Pastore\, Hani Portner\, Sue\, Helga Burchardt\, Irene Luverà\, Catrina Zanirato\, Maurizio Zucchetti\, Valeria Scardino\, Nina Schmidt\, Bruno Luverà\, Tilmann Hielscher\, Karolin Schnoor\, Eli Lewy\, V.\, Ruben\, Elise\, Anita Burchardt\, Miki\, Meli M.\, Spaß\, Susanna Ravelli\, Luis\, Nora\, Miri\, Sara Aloisi\, Barbara Fragogna\, Nancy e altri.\nQuest’opera è dedicata a Fried Rosenstock (Kassel 1943 – Berlino 2024). \nCAPITOLO TRE: MOSTRI DEL 2025\nGrazie a Ruben\, Claudi\, Barbara Fragogna\, Thany Sanches\, Clarissa Falco\, Stefano W Pasquini\, Giancarlo Norese\, Lucian Stephenson\, Anna\, Serena Rossi\, Marisa Bertolotti\, Lorenza Agnes\, Marta di Giovanni\, Daniela di Maro\, Motti\, Sofie Roehrig\, Valeria Scardino\, Mg\, Bruno Luverà\, Emma Luverà\, Melissa Bertolotti\, Sandra Reichert\, Mohamed Ahmed\, Carlotta\, Matteo Peterlini\, Mario\, Silk\, Ludo\, Patrizia Viafarini\, Giulio Verago\, Irene Luverà\, Sara Neidorf\, Chris Tokunaga\, Ewan\, Jess Sweetman\, Karoline Schnoor\, Eli Lewy\, Anita Burchardt\, Luis Greco\, Zeno\, Tilmann Hielscher\, Noemi Mirata e altri anonimi. \nRebecca Agnes è artista visiva\, nata nel 1978 a Pavia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Vive e lavora tra Milano\, Berlino ed un giardino in Eberswalder. È parte dell’associazione culturale berlinese Peninsula e.V. dalla sua fondazione. Ha esposto presso numerose gallerie\, istituzioni e spazi no-profit in Italia e all´estero. La sua pratica artistica spazia dall’utilizzo di tecniche tradizionalmente attribuite all’ambito femminile\, come il ricamo\, a opere partecipative o basate sul diretto coinvolgimento delle altre persone\, al disegno a mano e digitale/vettoriale\, video di animazione. La sua poetica è influenzata da autorə femministə con posizioni anti-speciste e anti-essenzialiste. Temi ricorrenti nel suo lavoro sono il rapporto con lo spazio pubblico e i luoghi abbandonati\, il modo in cui narriamo e mappiamo la nostra esperienza\, il reale e la cittá in cui viviamo\, utopia e ecologia. \nOre 19.45\nFINAL GIRL BERLIN FILM FESTIVAL\nBEST OF 2025\nPROGRAM \nBail Bail (Lease Me Alone) (12:43)\nDiretto da Sandrine Brodeur-Desrosiers\, Canada\, 2024 \nA Fermenting Woman (23:58)\nDiretto da Priscilla Galvez\, Canada\, 2024 \nLong Pork (13:13)\nDiretto da Iris Dukatt\, USA\, 2024 \nBerta (16:58)\nDiretto da Lucia Forner Segarra\, Spain\, 2024 \nOpen Your Eyes (13:59)\nDiretto da Samantha Scaffidi\, USA\, 2024 \nSHE (15:30)\nDiretto da Renee Zhan\, UK\, 2023 \nGaslighter (7:53)\nDiretto da Gina Hendry\, USA\, 2024 \nFinal Girls Berlin Film Festival presenta il cinema horror diretto\, scritto o prodotto da donne e registe non binarie. Ci impegniamo a creare spazio per voci e visioni femminili\, mostruose\, eroiche o una combinazione disordinata delle due\, nel genere horror. Abbiamo visto più che sufficienti rappresentazioni di donne come vittime abbellite e costruzioni di fantasie o ansie maschili\, e stiamo lavorando per il primato delle donne come soggetti e narratrici nell’horror. \nIl tropo horror “final girl” si riferisce all’ultima donna in piedi in un film horror\, che riesce a scappare o sconfiggere il cattivo/mostro del film (ad esempio in ALIEN e HALLOWEEN). Mentre “final girl” è una figura ambivalentemente femminista nella critica cinematografica\, spesso desessualizzata e contaminata dalla moralizzazione e dalla punizione del comportamento di altri personaggi femminili da parte del regista maschio\, il festival utilizza questa figura come punto di partenza per ritagliare spazio per nuove e inesplorate posizioni di potere per le donne nell’horror\, non solo davanti ma anche dietro la telecamera. \n** La nostra definizione di donna include chiunque abbia esperienza femminile\, passata o presente\, ed è trans-inclusiva. Chiunque si senta indirizzato dal termine è il benvenuto a inviare i propri film al festival. **
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SUMMARY:GLOBAL OPENING : AVIFF Film Festival - Award Experimental Film Section 2025 (F)
DESCRIPTION:AVIFF Festival – Cannes – Marseille\, Francia\nAward Experimental Film Section 2025\nGlobal Opening\nVernissage 10 Maggio ore 18 – 21\ndal 10 al 16 Maggio 2025\nApertura al pubblico Venerdì e Sabaro ore 18 – 20.30 e su appuntamento scrivendo a info@dotbox.it \nArtisti: Zoë Stach\, Germania – Alix DE CLERCK\, Alice DIOP\, Francia – Job Gabarró Benaiges\, Spagna – Ruth Marianne Owens\, USA – Liam LoPinto\, USA – Sam Luk\, Canada – Margaux Basch\, Francia. \nVi invitiamo alla Global Opening con il Festival di Film Sperimentali AVIFF\, in concomitanza con lo svolgimento del festival a Marsiglia e dei festeggiamenti per i 15 anni di attività.\nIn occasione della Global Opening presenteremo tre selezioni curatoriali delle opere premiate della sezione sperimentale del festival\, presso i nostri spazi e su VisualcontainerTV. \nFilm in mostra: \n« Du Kannst Mich Mal » Zoë Stach – 8:39’. Germania. \n« Sesame » – Alix DE CLERCK\, Alice DIOP\, 5:49\,Francia. \n« A Sea Inside » – Job Gabarró Benaiges\, 2:13\, Spagna. \n« Visitation: A Cosmogram in Four Movements » – Ruth Marianne Owens\, 18:26\, USA. \n« The Old Young Crow » – Liam LoPinto\, 12:00\, USA. \n« Pieces Within » – Sam Luk\, 14:52\, Canada. \n« Ani Dulci Amarui » – Margaux Basch\, 14:00\, Francia. \nAVIFF Art Film Festival:\nDa 15 anni\, il festival AVIFF presenta film d’artista a Cannes a maggio\, come un altro “cinema”\, una terza via/voce tra cinema e arti visive\, opere cinematografiche e opere d’arte contemporanea.\nDa allora\, il festival AVIFF è diventato un luogo essenziale per gli scambi tra autori\, registi\, artisti e professionisti dell’industria cinematografica\, che provengono da tutto il mondo per incontrare il pubblico. \nDurante tutto l’anno\, il Festival presenta la sua selezione ufficiale in sedi partner\, pubbliche e private\, nonché presso istituzioni culturali e formative\, secondo un programma concordato con le sedi ospitanti e gli artisti. \nDa giugno 2023\, il festival AVIFF si è trasferito a Marsiglia per incontrare altri pubblici e aprire nuovi orizzonti in questa città multiculturale e ricca di creatività.\nL’edizione 2025 si terrà all’Artplexe\, un nuovo complesso cinematografico nel cuore di Marsiglia\, al 125 di La Canebière\, in una sala da 127 posti. \nDal 2012\, il Festival AVIFF è sostenuto dall’artista Angel Orensanz\, che assegna ogni anno un premio a un film della selezione ufficiale: il Premio “AVIFF & Angel Orensanz”.
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SUMMARY:SIRENE WAVE MOVIE VII ed. 2025
DESCRIPTION:SIRENE wAVe Movie\nUnica data\nVenerdì 30 Maggio ore 19.30 – 21.30 \nArtist*: David Anthony Sant\, Cato Fossum\, Flavia Andrea Pili\, Greta Ronchetti\, Derya Durmaz\, Tate Kwan\, Mattia Biondi\, Elena Conti\, Giulia Berardi\, Marco Belfiore\, Diana Gianola. \nSiamo felici di ospitare insieme a Ciclofficina Unza! la selezione di video sperimentali del Festival Sirene wAVe Movie a cura di Ilaria Pezone\, in una unica serata.\nLa proiezione prosegue nello spazio di Cliclofficina Unza! dalle 21.35 alle 23. \nSelezione Video: \n1 – IL TEMPO DEGLI ALTRI\, 5’14”\, GIULIA BERARDI \n2 – DONATO\, 13′\, MARCO BELFIORE \n3 – Poor Little Rich Edie! 14′\, Diana Gianola \n1 – SUCCESSION\, 3′\, David Anthony Sant \n2 – A Short Film About Cancer\, 1′\, Cato Fossum \n3 – SAGOME D’INTERFERENZA\, 3′\, FLAVIA ANDREA PILI \n4 – LUNA\, 2’19”\, GRETA RONCHETTI \n5 – Will You Come With Me?\, 2′\, Derya Durmaz \n6 – Dear Ghost\, 4′\, Tate Kwan \n7 – FRANTUMI\, 6′\, MATTIA BIONDI \n8 – DIORAMA\, 11′\, Elena Conti \n——— \n1 – IL TEMPO DEGLI ALTRI\, 5’14”\, GIULIA BERARDI \n2 – DONATO\, 13′\, MARCO BELFIORE \n3 – Poor Little Rich Edie! 14′\, Diana Gianola \nSirene wAVe Movie è una rassegna internazionale di cinema amatoriale\, indipendente e sperimentale. Nasce nel 2019 come concorso competitivo\, lanciata dal festival fotografico “Sirene”\, a Sesto San Giovanni (MI). Dal 2021 prende forma la rassegna itinerante\, valicando i confini del GFS\, per incontrare sguardi freschi\, desideranti\, giovani e appassionati\, interessati al cinema come forma ibrida e territorio espressivo. \nAccanto ad autori di fama internazionale\, cui è dedicato un focus ogni anno\, riscoprendone o recuperandone il lavoro\, la rassegna si propone di scoprire e valorizzare talenti nuovi\, con particolare attenzione al lavoro degli studenti di Accademie di belle arti e altri percorsi artistici trasversali al cinema. \nLa partecipazione a Sirene wAVe Movie prescinde dalla suddivisione in categorie di genere\, mirando piuttosto a indagare le sperimentazioni audiovisive analogiche e digitali\, con particolare attenzione all’ibridazione dei linguaggi\, dei temi\, delle poetiche e dei materiali\, al superamento della forma.
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SUMMARY:The Freedom to Control // PEBBLES UNDERGROUND FESTIVAL\, CANADA
DESCRIPTION:The Freedom to Control\nPebbles Underground Festival\, Canada\nUNICA DATA\nSabato 20 Settembre 2025\nDalle 18 alle 21 \n“The Freedom to Control” è un programma di videoarte che esplora il complesso rapporto tra controllo\, libertà personale e collettiva\, e la costruzione di narrazioni attraverso i media digitali.\nIl programma riflette su come la tecnologia\, i social media e le pratiche culturali influenzino la percezione di sé e degli altri\, aprendo spazi di libertà ma anche di sorveglianza e manipolazione. \nLa selezione di opere invita a una riflessione critica sulle dinamiche di potere che permeano la nostra vita quotidiana e sulla possibilità di sovvertirle attraverso pratiche artistiche\, ironiche\, poetiche o di resistenza.
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SUMMARY:NAZRA Short Film Festival  - Cortometraggi Sperimentali Palestinesi
DESCRIPTION:Nazra Palestine Short Film Festival\nUNICA DATA\nGiovedì 9 Ottobre dalle 18 alle 21 \nVisualcontainer[.Box] presenta la proiezione in unica data di UNDR (2024)\, videosaggio del regista palestinese Kamal Aljafari\, tra le voci più originali del cinema palestinese sperimentale contemporaneo. \nL’opera\, composta quasi interamente da immagini aeree\, ci conduce sopra i paesaggi palestinesi\, rivelando e allo stesso tempo occultando frammenti di realtà. Tra distruzione e ricostruzione\, UNDR restituisce il paesaggio come protagonista e testimone\, in una riflessione poetica sulla violenza\, sulla sua spettacolarizzazione e sul ciclo di morte e rinascita che attraversa la storia della Palestina. \nRegia: Kamal Aljafari\nPaese: Palestina\nAnno: 2024\nDurata: 15’ \nNazra Palestine Short Film Festival è un progetto di cinema itinerante da e sulla Palestina nato nel 2017 dalla sinergia di diverse associazioni\, persone volontarie e cittadine solidali alla causa e con una passione per l’arte cinematografica. \nNazra è un gruppo eterogeneo di associazioni\, collettivi formali e informali\, volontari\, ma anche solo cittadini comuni\, un insieme di persone appassionate al tema dei diritti umani\, e impegnate su più fronti nelle questioni mediorientali\, in particolar modo su quella palestinese.
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SUMMARY:38° Festival Les Instants Vidéo\, Marsiglia\, Global Opening.
DESCRIPTION:Dal 18 al 24 Ottobre 2025\nVernissage:  Sabato 18 Ottobre ore 18.00\nApertura al pubblico Venerdì e Sabato ore 18 – 20.30 e su appuntamento a info@dotbox.it \nVisualcontainer[.Box] ospita la selezione curatoriale di Les Instant Video Festival in concomitanza con lo svolgimento del festival a Marsiglia.\nLa global opening come di consueto presenta un’altra selezione curatoriale dal festival in modalità worldwide su VisualcontainerTV dal 18 Ottobre al 21 Novembre. \nPer la sua 38ª edizione\, il festival Les Instants Vidéo si oppone alla notte: la videoarte diventa materia viva\, sensoriale e politica. Accoglie gli invisibili\, i corpi in fuga\, le voci represse\, restituendo respiro ai territori feriti e alle memorie brucianti del nostro tempo.\nIn un mondo che prosciuga gli immaginari\, le opere invitano a restare sensibili\, in ascolto\, in resistenza poetica. \nIn questo spirito nasce la mostra “En continu – Vieni\, ti porto io”\, presentata a Visualcontainer[.BOX] Milano come estensione internazionale del festival\, che quest’anno si svolge a Marsiglia dal 11 ottobre al 21 novembre 2025.\nLa rassegna milanese propone una selezione di video che attraversano temi urgenti e intimi: l’alterità\, la trasformazione dei territori\, le fragilità e la reinvenzione del corpo politico e sensibile. \nLe opere in mostra esplorano il rapporto tra individuo e società contemporanea\, tra intelligenza artificiale e immaginario erotico\, tra consumo e desiderio\, tra ecologia e memoria collettiva.\nIn “Red” di Dominique Paul\, sei cantanti liriche trasformano il supermercato in un teatro di critica sociale\, ironico e visionario\, dove l’opera lirica incontra le disuguaglianze del capitalismo contemporaneo.\nCon “Koma”\, Jessica DiCosta osserva la metamorfosi di una piccola città travolta dalla gentrificazione\, raccontando la tensione tra progresso e perdita\, tra natura e costruzione.\nIn “My Monthly Struggle” di Crystal Tai\, il corpo femminile diventa terreno di gioco e di autoironia\, rompendo i tabù legati al ciclo mestruale con un linguaggio visivo leggero e sovversivo.\nInfine\, “Théogonie de l’orgasme artificiel” di Noé Balthazard immagina una mitologia del piacere nell’era algoritmica: una riflessione sulla creazione\, la memoria e l’intelligenza artificiale come nuove divinità dei mondi digitali. \n“En continu – Vieni\, ti porto io” è un invito al viaggio\, alla scoperta di narrazioni che uniscono il politico e il poetico\, il corpo e la tecnologia\, l’intimo e il collettivo.\nUn percorso visivo che accompagna lo spettatore in un territorio di attraversamento\, dove la videoarte continua a essere spazio di libertà\, di ascolto e di cura. \nOpere in mostra:  \nRed – Dominique Paul\, 19’58\, Canada\, 2024 \nUna performance in un supermercato con sei cantanti liriche\, donne che indossano strutture portatili per affrontare le questioni socioeconomiche e ambientali contemporanee. Le artiste reinterpretano liberamente il libretto scritto da Dominique Paul\, senza accompagnamento musicale\, utilizzando arie d’opera familiari per veicolare parole che risuonano con le problematiche della nostra epoca.\nCon ironia e intensità\, l’opera mette in tensione la leggerezza del canto lirico e la gravità dei temi trattati\, offrendo una critica originale alla società dei consumi. Sullo sfondo\, l’eco del pensiero di Thomas Piketty e delle disuguaglianze economiche odierne\, tanto estreme quanto quelle che precedettero la Rivoluzione francese. \nKoma – Jessica DiCosta\, 10’34\, Canada\, 2024 \nKoma cattura la trasformazione profonda di una piccola città alle prese con la gentrificazione\, sospesa tra progresso e conservazione. Con uno sguardo osservativo e poetico\, il video riflette sull’evoluzione dell’identità locale e sulla coesistenza fragile tra natura e urbanizzazione.\nMentre gli edifici si innalzano e le foreste si ritirano\, emergono nuovi quartieri\, altri si dissolvono\, ma tra cemento e pareti persistono gli echi della comunità e del paesaggio originario. Un’opera che diventa testimonianza visiva della resilienza e dell’adattamento umano di fronte al cambiamento. \nMy Monthly Struggle – Crystal Tai\, 2’00\, Australia\, 2024 \nUn’esplorazione giocosa e irriverente delle altezze e cadute del ciclo mestruale. Ispirato alle esperienze personali dell’artista\, il video trasforma i sintomi mensili e i loro paradossi in una narrazione visiva vivace e ironica.\nAttraverso ritmo\, colore e humour\, l’opera invita a ridefinire lo sguardo su un’esperienza naturale\, troppo spesso stigmatizzata o taciuta\, trasformandola in spazio di liberazione e consapevolezza corporea. \nThéogonie de l’orgasme artificiel – Noé Balthazard\, 8’11\, Francia\, 2025 \nUn film di fantascienza che immagina l’orgasmo femminile in un mondo governato unicamente dalla matematica – come i mondi virtuali e\, soprattutto\, quelli generati dall’intelligenza artificiale.\nSe l’orgasmo è una funzione algoritmica\, esso diventa a sua volta creatore di universi. Da qui nasce una “teogonia” contemporanea: Eurynome\, dea primordiale del movimento armonico; Gaia\, regina dei cicli e delle iterazioni; Nyx\, figura della notte e del disordine\, e Mnemosyne\, custode della memoria dei calcoli.\nQueste divinità simboliche abitano pianeti generati dal piacere matematico\, in una riflessione visionaria che cerca una metafisica degli algoritmi e una nuova genealogia del desiderio.
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SUMMARY:LIUBA  - The Finger And The Moon  // Mostra + Talk
DESCRIPTION:LIUBA\nTHE FINGER AND THE MOON TRILOGY\nArte\, spiritualità e dialogo interculturale\nUn incontro tra pratiche artistiche e sguardi antropologici \nA cura di Alessandra Arnò\n8 – 14 novembre 2025\nOpening: sabato 8 novembre\, ore 17.00 – 21.30\nTalk: Arte\, spiritualità e dialogo interculturale – ore 18.00\nPartecipano Giulia Evolvi (Ricercatrice in sociologia dei processi culturali e comunicativi\, Università di Bologna)\, Davide Carnevale (Antropologo\, Università di Ferrara)\, Nurgül Çokgezici (Psicologa\, mediatrice interculturale e docente\, UniUma – Università per la Mediazione Linguistica e Culturale di Milano)\, Luca Panaro (Critico d’arte\, curatore e docente\, Accademia di Belle Arti di Bologna)\, Alessandra Gagliano Candela (Storica dell’arte e docente\, Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova\, curatrice )\, Enzo Gavino (partecipante alla performance genovese)\, LIUBA (artista) e Alessandra Arnò (Direttrice di Visualcontainer) \nFinissage: venerdì 14 novembre\, ore 18.00 – 20.30\, con visita gui data dell’artista\nIngresso su appuntamento nei giorni feriali \nVisualcontainer[.Box] presenta The Finger and the Moon Trilogy\, mostra personale di LIUBA\, artista italiana che da oltre vent’anni esplora le connessioni tra spiritualità\, corpo\, società e partecipazione attraverso performance\, video e pratiche relazionali. Il progetto\, avviato nel 2006 e tuttora in corso\, affronta il sacro come esperienza umana universale\, denunciando al contempo i rischi del fanatismo\, dell’intolleranza e dell’appropriazione identitaria del religioso. Attraverso le sue azioni\, LIUBA costruisce un dialogo tra arte\, antropologia e società\, in cui la pratica artistica diventa spazio d’ascolto e trasformazione. \nThe Finger and the Moon nasce da una lunga ricerca dell’artista sulle principali tradizioni spirituali del mondo e sui loro linguaggi gestuali e rituali. Dai dialoghi con rappresentanti di diverse fedi – islamica\, ebraica\, buddhista\, induista\, cristiana\, nativo-americana – hanno preso forma tre azioni performative\, realizzate in contesti significativi e restituite in opere video\, oggetti e installazioni.
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SUMMARY:Finissage THE FINGER AND THE MOON TRILOGY//Visita guidata
DESCRIPTION:LIUBA\nTHE FINGER AND THE MOON TRILOGY\nArte\, spiritualità e dialogo interculturale\nUn incontro tra pratiche artistiche e sguardi antropologici \nvenerdì 14 novembre\, ore 18.00 – 20.30\nvisita guidata con l’artista
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SUMMARY:AT THE EDGE\, ELSEWHERE // Works from a shifting threshold (2015–2022)
DESCRIPTION:AT THE EDGE\, ELSEWHERE\nWorks from a shifting threshold (2015–2022)\nSelezione a cura di Visualcontainer\n31.01.26 – 06.02.26\nvernissage Sabato 31 Gennaio ore 18 – 21 \nArtisti: Sonia Armaniaco – Matteo Pasin – Salvatore Insana –  Elena Arzuffi – Eleonora Manca – Angelina Voskopoulou – Barbara Brugola – Daniela Di Maro – Davis Zambotti – Marcia Beatriz Granero. \nSe il periodo attorno al 2020 è stato un bordo che molti hanno riconosciuto tardi\, oggi quel bordo sembra essersi spostato ancora: un’altra profondità\, più complessa\, più stratificata. Questa mostra propone  una forma di attenzione: restare dove l’appoggio si fa incerto\, cogliere i segnali deboli\, ascoltare le sollecitazioni prima che diventino baratro. \nOpere in mostra:\nSonia Armaniaco – DoWeHeal\, 02:11\, 2019\nMatteo Pasin – Call of the void\, 5:30\, 2017\nSalvatore Insana – A quiet sunset\, 2:00\, 2022\nElena Arzuffi – Swing\, 2:11\, 2020\nEleonora Manca – Piccolo archivio del sollievo\, 2:06\, 2021\nAngelina Voskopoulou – Sensitive Chaos\, 5:34\, 2022\nBarbara Brugola – There is a house\, 5:00\, 2020\nDaniela Di Maro – Raphanus sativus\, 7:23\, 2020\nDavis Zambotti – Ultima Chiamata\, 3:40\, 2020\nMarcia Beatriz Granero – Minada\, 2:18\, 2015
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SUMMARY:THE WRONG BIENNALE - GHOSTS IN THE MACHINES
DESCRIPTION:THE WRONG BIENNALE – GHOSTS IN THE MACHINES\na cura di Matteo Campulla\nOpening 14 Febbraio ore 18 – 21\napertura al pubblico sabato e venerdì dalle 18 alle 20.30 oppure su appuntamento. \nartisti: Alessandra Arnò\, blanche the vidiot (Szabina Péter and Kristóf János Bodnár)\, Augusto Calçada\, Citron Lunardi\, Jose Cruzio\, Enrico Dedin\, Marco Fadda\, Anna Utopia Giordano\, Merve Kurtulus\, Francesca Leoni\, Tassia Mila\, Ilaria Pezone\, Xristina Sarli\, Guli Silberstein\, 3L14N VØX\, Matteo Campulla. \nVisualcontainer[.Box] presenta THE WRONG BIENNALE EMBASSY – GHOSTS IN THE MACHINES\, un progetto espositivo che si inserisce nella ricerca dello spazio sulle pratiche artistiche legate ai linguaggi digitali\, ai dispositivi tecnologici e alle loro implicazioni culturali e politiche. La mostra si configura come un contesto critico e sperimentale in cui le opere attivano riflessioni sul rapporto tra umano e macchina\, sull’autorialità e sulle trasformazioni dell’immaginario contemporaneo\, mettendo in discussione i confini tra presenza\, controllo e agency tecnologica. \n“Questo padiglione non offre risposte\, ma un campo problematico. È un laboratorio critico in cui le opere funzionano come interfacce relazionali tra esseri umani e macchine\, tra storia e futuri parziali. L’autore non è assente\, ma ritorna come un fantasma\, come un effetto collaterale\, un residuo persistente della modernità. \n“La macchina si adatta alla debolezza dell’essere umano\, per trasformare gli esseri umani deboli in macchine.”\n— Karl Marx \nL’affermazione di Marx non descrive un’opposizione violenta tra essere umano e macchina. Descrive un processo più sottile: l’adattamento. La macchina non conquista l’umano\, ma si conforma ai suoi limiti. Abita l’esitazione\, la fatica\, il sovraccarico cognitivo. Si modella sull’incapacità umana di sostenere complessità\, ambiguità e durata. Così facendo\, non elimina l’umano — lo riformatta. \nGhosts in the Machines si sviluppa all’interno di questa logica. Non è una celebrazione del potere tecnologico\, né una critica nostalgica del suo dominio. È un campo problematico in cui l’opera d’arte smette di funzionare come oggetto e inizia a comportarsi come un’entità: qualcosa che eccede l’intenzione\, che non coincide più con il suo autore\, che continua a operare anche quando nessuno la osserva.”\nMatteo Campulla
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SUMMARY:L'amavo troppo e le ho sparato
DESCRIPTION:L’amavo troppo e le ho sparato arriva a Visualcontainer[.Box] l’8 marzo come un gesto necessario: tre opere video nate da azioni e ricerche già presentate alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e alla Mole Antonelliana di Torino\, qui riattivate in una forma raccolta e frontale. \nNell’estate 2022 Irene Pittatore e Isabelle Demangeat studiano sulle Alpi Marittime francesi gli atti di processi per femminicidio dall’Ottocento in avanti\, preparandosi a un workshop sulla violenza di genere. Le parole degli imputati e dei testimoni—spesso assolutorie\, dentro l’alibi del “delitto passionale”—si sovrappongono a un presente che irrompe: elicotteri della Gendarmerie sorvolano Gréolières per cercare un uomo armato in fuga dopo aver ucciso la compagna; nello stesso tempo\, una collega italiana minacciata di morte dal fratello prova a ottenere una residenza fittizia per proteggersi. \nStoria e cronaca\, archivi e territorio\, linguaggio e corpi: tutto restituisce la stessa sensazione di assedio. La mostra mette a fuoco la persistenza sistemica della violenza maschile sulle donne e interroga\, senza scorciatoie\, la responsabilità di chi guarda e di chi ascolta. La domanda resta aperta\, urgente e collettiva: che fare? \nL’amavo troppo e le ho sparato è un quaderno d’artista interattivo e transmediale mosso dal desiderio di unire le forze e i più efficaci strumenti per contrastare la violenza di genere. Il progetto è concepito da un’artista e giornalista pubblicista italiana – Irene Pittatore – e da una formatrice e coach francese\, con esperienza internazionale nel campo dell’inclusione e della diversità – Isabelle Demangeat.
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SUMMARY:PANORAMICA*25 // CARTOGRAFIE LIMINALI + Compleanno Visualcontainer[.Box]
DESCRIPTION:PANORAMICA*25 // CARTOGRAFIE LIMINALI\nRassegna video su call nazionale a cura di Alessandra Arnò // VISUALCONTAINER Milano\nDal 21 al 27 Marzo 2026\nInaugurazione: Sabato 21 Marzo dalle 18 alle 21\nApertura al pubblico Venerdì e Sabato dalle 18 alle 20.30 e su appuntamento scrivendo a info@dotbox.it \nIl 21 marzo Visualcontainer[.Box] presenta PANORAMICA*25 // CARTOGRAFIE LIMINALI\, la selezione nazionale dedicata alla ricognizione delle ricerche di videoarte in Italia nel 2025\, in occasione del compleanno dello spazio. \nCartografare oggi non significa descrivere un territorio in modo neutrale\, ma riconoscere che ogni mappa è un dispositivo: seleziona\, orienta\, produce visioni e rimozioni. Cartografie Liminali riunisce opere che abitano soglie tra naturale e artificiale\, memoria e simulazione\, corpo e macchina\, intimità e piattaforme\, crisi e trasformazione. \nDai paesaggi sonori e corali della Val Badia alle architetture virtuali abitate da avatar\, dalle narrazioni affidate all’IA alle ecologie postumane ricostruite in dati e pixel\, fino alla città osservata come campo di sorveglianza e alla guerra che invade il rumore di fondo del presente: il “luogo” diventa materia politica\, percettiva ed emotiva. \nLa selezione restituisce un’immagine nitida della videoarte italiana del 2025: pratiche che non si limitano a rappresentare\, ma costruiscono condizioni di visione\, spostano il punto di vista e mettono in crisi l’idea di paesaggio come territorio neutrale. \nPresentare PANORAMICA*25 a Visualcontainer[.Box]\, nel giorno del suo anniversario\, significa riaffermare la vocazione dello spazio come luogo di ricerca\, confronto e attivazione critica sull’immagine in movimento. \nSelezione video \nCitron/Lunardi – Kingdom Plantae – 4’03”\, 2025\nLorenzo Papanti – Costretto nel parziale\, abito la mia contraddizione – 3’12”\, 2025\nNicola Bertoglio – You hurt me – 1’44”\, 2025\nMarco Gentilini & Veronica Orrù – Inevitabile – 3’00”\, 2025\nPlurale (Leonardo Avesani/ Chiara Ventura) – Gesto 7 – 17’11”\, 2025\nAtefeh Khas – Happy Holidays – 2’42”\, 2025\nMassimiliano Marianni – Normal Litio – 11′\, 2025\nGianni Barelli – Il Paesaggio non è innocente – 8’42”\, 2025\nFrancesca Longo – What It Was To Be Me – 5’27”\, 2025\nCosimo Iannunzio – Suspension of belief – 7’13”\, 2025 \nPANORAMICA* è un progetto a cura di Alessandra Arnò\, dedicato alla ricerca e alla valorizzazione della videoarte in Italia\, attraverso la raccolta su call nazionale delle più originali e significative opere di videoarte realizzate nel corso dell’anno. La selezione intende indagare la produzione del territorio e restituire uno sguardo attuale sulle ricerche in corso e condividerlo con il pubblico attraverso mostre e screenings nel circuito nazionale ed internazionale e come risultato della ricerca videografica italiana.
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SUMMARY:3 > 17.05.26 LIFE FESTIVAL 2026 // Family Portraits of VNP – Very Normal People // PIER GIORGIO DE PINTO (IT/CH) // Fabbrica del Vapore\, Milano // ► 11 maggio dalle 17:30 alle 19:30: aperitivo con l’artista
DESCRIPTION:LIFE FESTIVAL\nFamily Portraits of VNP – Very Normal People\nPIER GIORGIO DE PINTO (IT/CH)\nInstallazione multimediale \n3 > 17 MAGGIO\nLun. – Ven. ore 17:00 > 21:00\nSab. – Dom. ore 15:00 > 21:00\n► 11 maggio dalle 17:30 alle 19:30: aperitivo con l’artista \n@ Fabbrica del Vapore\, Milano\nArea Cisterne\nIngresso Gratuito \nLife Festival è un progetto di ZONA K\nProgetto ospitato grazie alla curatela di: Alessandra Arnò e realizzato in collaborazione con Visualcontainer. \nFamily Portraits of VNP – Very Normal People è un progetto artistico transdisciplinare che esplora il concetto di famiglia in una dimensione post-umana\, attraverso la rappresentazione di 89 nuclei ibridi\, simbiotici e transmorfi.\nIl lavoro integra immagini generate tramite Intelligenza Artificiale\, interazione\, narrazione speculativa e sistemi archivistici espansi; configurandosi come un ecosistema visivo\, rizomatico e concettuale in continua evoluzione.\nLe famiglie rappresentate costituiscono una rete non lineare di relazioni affettive\, simboliche e mutazionali\, dove l’identità emerge come processo dinamico e relazionale. \nComunicazione Mostra Visualcontainer \nComunicazione Mostra LIFE FESTIVAL ZONA K
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SUMMARY:JOHN SANBORN // With Anchovies
DESCRIPTION:a cura di Alessandra Arnò // VISUALCONTAINER\nDal 23 al 30 maggio 2026\nInaugurazione: Sabato 30 maggio dalle 18 alle 21\nApertura al pubblico Venerdì e Sabato dalle 18 alle 20.30 e su appuntamento scrivendo a info@dotbox.it \nVisualcontainer[.Box] è lieta di presentare With Anchovies\, mostra personale di John Sanborn\, in programma dal 23 al 30 maggio 2026 presso lo spazio di Milano. \nArtista tra i pionieri della videoarte internazionale\, John Sanborn presenta un nuovo ciclo di lavori che affronta\, con ironia tagliente e tensione visionaria\, il senso di instabilità che attraversa il presente. In With Anchovies\, il ritmo apparentemente ordinario della vita quotidiana viene continuamente interrotto da slittamenti\, cortocircuiti e collisioni che incrinano ogni percezione di normalità. L’opera si muove così in un territorio sospeso tra assurdo\, inquietudine\, umorismo e spaesamento\, restituendo un’immagine del contemporaneo come campo instabile\, saturo di ansia\, imprevedibilità e trasformazioni. \nIl progetto nasce da una riflessione sull’impossibilità di prevedere ciò che accade: alla ripetizione dei gesti ordinari si sovrappongono eventi inattesi\, fratture improvvise\, deviazioni che alterano il senso del reale e aprono a una dimensione più ambigua e perturbante. In questo scenario\, With Anchovies assume la forma di un’indagine poetica e satirica sul caos del vivere\, frammentando l’illusione della normalità e mettendo in scena una realtà che\, sotto la superficie del quotidiano\, appare sempre più surreale\, fragile e incontrollabile. \nIl titolo stesso introduce un elemento dissonante e ironico. L’acciuga\, presenza minuta ma dal sapore deciso\, diventa qui una figura simbolica: qualcosa che altera\, intensifica\, devia. Come un ingrediente inatteso capace di cambiare il gusto di ogni cosa\, anchovies diventa metafora di ciò che rompe l’equilibrio\, aggiunge attrito\, produce scarti di senso. Arte\, desiderio\, linguaggio\, paura\, memoria: tutto può essere attraversato da questa nota eccentrica che destabilizza e\, allo stesso tempo\, rivela. \nLa mostra presenta cinque lavori video del 2026\, ciascuno costruito come un innesco specifico di instabilità e trasformazione:\nWith Anchovies (with doubt)\, With Anchovies (with entropy)\, With Anchovies (with fire)\, With Anchovies (with juice) e With Anchovies (with mischief). In ciascun episodio\, Sanborn compone un universo di attriti visivi e immaginativi in cui elementi quotidiani\, slittamenti surreali e tensioni psichiche si intrecciano in una grammatica dell’assurdo\, capace di oscillare tra satira\, spaesamento e meraviglia. \nAttraverso un linguaggio libero\, spiazzante e volutamente instabile\, With Anchovies mette in discussione le strutture della comprensione e ci restituisce l’esperienza contemporanea come una condizione di continua esposizione all’incertezza. Più che offrire risposte\, il lavoro insiste sulla domanda\, sull’interruzione\, sulla perdita di orientamento. È proprio in questo spazio di attrito tra il riconoscibile e l’inconcepibile che l’opera trova la propria forza. \nIl 26 maggio 2026 John Sanborn sarà inoltre ospite di MEET Digital Culture Center\, in Viale Vittorio Veneto 2\, Milano\, per un talk dedicato al suo più recente progetto\, Heaven+Earth\, realizzato con Ionee Waterhouse e presentato il 24 maggio 2026 al Museo Civico di Castelbuono\, in provincia di Palermo.
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SUMMARY:SIRENE wAVe MOVIE 2026
DESCRIPTION:Visualcontainer [.BOX] ospita una tappa di Sirene wAVe Movie 2026\, la rassegna itinerante di cinema amatoriale\, indipendente e sperimentale a cura di Ilaria Pezone\, promossa da Gieffesse Fotografia con il patrocinio della FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche\, in collaborazione con UNZA!\nIl 12 giugno 2026 alle ore 18:00 Visualcontainer [.BOX] presenta il primo dei due programmi della serata\, un’antologia di undici opere video internazionali (80′) che attraversa linguaggi e geografie diverse: dalla rielaborazione critica della memoria coloniale alla riflessione sul corpo e sull’identità\, dall’impatto dell’intelligenza artificiale sull’immagine al limite del linguaggio\, dalla solitudine alla perdita.\nAlle ore 20:30 la rassegna prosegue presso la Ciclofficina di UNZA! con un secondo programma di undici opere (66′)\, prevalentemente di giovani filmmaker italiani emergenti.
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SUMMARY:AFTER THE IMAGE IS THE PRESENT // Pebbles Underground Festival (CA)
DESCRIPTION:Screening a cura del team curatoriale di Pebbles Underground Film and Video Art Festival\,\nin collaborazione con il collettivo Les Boîtes Explosives\nUNICA DATA\n26 Settembre ore 18 – 21 \nArtist*: Andreas Savva – Parham Ghalamdar – Nour – Anna Grigorian – Huner Emin – Nima Nikakhlagh\, Iman Tash\, Amir Sharif. \nIl 26 Settembre Visualcontainer[.Box] presenta AFTER THE IMAGE IS THE PRESENT\, proiezione unica dedicata a una selezione video del Pebbles Underground Film and Video Art Festival\, in programma presso lo spazio di Milano. \nPebbles Underground è una piattaforma indipendente per il cinema e la videoarte sperimentale\, che raccoglie cinema lento\, performance film\, dance film\, documentario sperimentale\, saggio filmico e forme ibride attraverso open call senza tema imposto. La selezione presentata a Milano riunisce sei opere brevi — un’ora di programma — che attraversano Cipro\, Iran\, Palestina\, Armenia e il Kurdistan iracheno\, componendo un mosaico di testimonianze video su memoria\, conflitto e resistenza.
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SUMMARY:FemLink-ART // Utopia
DESCRIPTION:FemLink-ART // Utopia\na cura di Véronique Sapin\nUNICA DATA\nsabato 10 ottobre 2026\nOpening: ore 18.00–21.00 \nArtist*: Alessandra Arnò\, Evgenija Demnievska\, Janelle Vanderkelen\, Marilena Preda Sanc\, Vouvoula Skoura\, Liina Siib\, Maria de Alba\, Prilla Tania\, Sigrun Hardardottir\, Anne Penders\, Christie Widiarto\, Graciela Taquini\, Surekha Sharada\, Sabine Mooibroek\, Rosa Jijón\, Katya Nikonorova\, Esperanza Collado\, Heejeong Jeong\, Cagdas Kahriman\, Jelena Miskovic\, Véronique Sapin\, Tanya Akhmetgalieva \nUtopia è una video-composizione di FemLink-ART che riunisce 22 video di artiste da tutto il mondo\, per una durata complessiva di 45 minuti. Il punto di partenza è un’idea precisa: l’utopia non è uno scenario futuristico\, ma una risorsa critica del presente. Lucidi\, ironici o disperati\, i video mantengono aperto lo scarto tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere.\nFemLink-ART è un collettivo internazionale che dal 2005 costruisce una rete di solidarietà tra artiste di nazionalità e culture diverse. Ogni artista realizza su un tema comune un video inedito di massimo due minuti; Véronique Sapin monta poi i video in sequenza\, e la video-composizione finale è considerata essa stessa un’opera. \nIl percorso si articola in tre nuclei: From the Perspective of Harmony\, dedicato a relazioni ideali tra esseri umani\, natura e tecnologia; Between Light and Shadow\, che affronta le contraddizioni e le zone grigie dell’utopia; Dynamic Processes\, che guarda all’utopia come movimento\, trasformazione e azione nel presente.
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SUMMARY:39° Les Instant Vidéo Festival\, Global Opening con Marseille
DESCRIPTION:La selezione presentata a Milano riunisce quattro opere in proiezione\, per una durata complessiva di 51 minuti. Il percorso attraversa stati percettivi instabili\, forme di lavoro invisibile\, paesaggi notturni e riscritture del mito. Le opere costruiscono condizioni di ascolto e di visione in cui l’immagine diventa uno spazio di trasformazione. \nNato nel 1988 e attivo a Marsiglia\, Les Instants Vidéo è uno dei festival internazionali più longevi dedicati alla videoarte\, alle immagini in movimento e alla poesia elettronica. L’edizione 2026 coinvolge 97 artisti provenienti da 28 Paesi e presenta 75 opere da 27 Paesi. Il programma si sviluppa tra la Friche la Belle de Mai e altri luoghi di Marsiglia\, per poi proseguire attraverso tappe e collaborazioni in Algeria\, Iran\, Italia\, Marocco e Palestina. \nLa mostra si apre sabato 24 ottobre\, dalle 18.00 alle 21.00\, con la global opening che collega Milano alla rete internazionale di VisualcontainerTV. Infatti\, nello stesso periodo VisualcontainerTV ospita una programmazione online distinta\, accessibile gratuitamente dal 24 ottobre al 24 novembre. \nOpere in visione  \nMarcell Mostoha\nSubharmonics\, 2026\, 4’59’’\, Danimarca \nÉmilie Baillargeon\nJ’ai eu une idée évidente et j’attends qu’elle revienne\, 2025\, 15’57’’\, Canada \nNils Mooij\nAmphibian Nights\, 2025\, 17’30’’\, Paesi Bassi \nPaola Bazelaire Ferré\nL’éclat d’Eurydice\, 2025\, 13’44’’\, Francia
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SUMMARY:L.A.P. Land Art Project
DESCRIPTION:L.A.P. Land Art Project\na cura di Sonia Laura Armaniaco\nDal 7 al 14 Novembre 2026 \nVernissage: 7 Novembre\napertura al pubblico: venerdì e sabato dalle 18 alle 20.30\nper informazioni: info@dotbox.it \n“Sono legato alla terra da legami più che terreni” è la frase chiave che guida L.A.P. (Land Art Project)\, progetto di arte d’ambiente ideato da Sonia Laura Armaniaco e realizzato da un collettivo di artisti nel bosco del Rifugio Forestale Cascina Tiole\, a Piancastagna\, nel Parco Naturale Regionale del Piemonte. Attivo dal giugno 2024\, questo percorso in progress non si configura come un parco d’arte\, ma come un’opportunità di connessione e riconciliazione con l’ambiente naturale: ogni intervento nasce dall’osservazione diretta del luogo: un albero\, una pietra\, un sentiero\, e si traduce in un piccolo rituale di consapevolezza\, destinato a essere riassorbito dal paesaggio che lo ha generato\, secondo la natura essenzialmente transitoria della land art. \nL.A.P.  è Land Art Project\, A.R.T. per Awareness Ritual Through. Ideato da Sonia Laura Armaniaco\, coinvolge un collettivo di artisti (Ronn Walker Ash\, Monica Barbaglia\, Susanna Baumgarther\, Stefano Bertoli\, Massimiliano Cecchetto\, Andrea Liberni\, Globoscuro\, Irene Pfeiffer\, Egle e Graziella Reggio\, Antonello Ruggieri\, Marco Tronci Lepagier\, Francesco Voltolina)\, è ambientato al Rifugio Forestale Cascina Tiole a Piancastagna (Parco Naturale Regionale\, Piemonte) ed è attivo dal giugno 2024\, in progress.
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SUMMARY:Attraversamenti: Geografie del se' // Bruna Ginammi
DESCRIPTION:Attraversamenti: Geografie del se’\nMostra personale di Bruna Ginammi\na cura di Alessandra Arnò \nVernissage Sabato 28 Novembre ore 18\nDal 28 Novembre al 19 Dicembre 2026\nApertura al pubblico: venerdì – sabato 18 – 20\,30 e su appuntamento: info@dotbox.it
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