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SUMMARY:AUTONOMOUS REALITY -  INTERNATIONAL VIDEO ART FESTIVAL NOW&AFTER (RUSSIA)
DESCRIPTION:AUTONOMOUS REALITY \nINTERNATIONAL VIDEO ART FESTIVAL NOW&AFTER (RUSSIA)\nCurator: Marina Fomenko\nDal 25 settembre al 10 ottobre 2019\nVernissage: mercoledì 25 settembre ore 18.30 – 21.00 \nApertura al pubblico mercoledì e giovedi dalle 18.30 alle 20.30 o su appuntamento: info@dotbox.it oppure 3477813346 \nArtisti: Vladimir Abikh (Russia) –  Elena Artemenko  (Russia) –  Nastya Kuzmina – (Russia) – Suzie Léger\, Katarina Csanyiova (Austria) – Lyoudmila Milanova\, Steffi Lindner(Germany) – Anna Studinovskaya (Russia) . \nLa realtà è una componente intuitivamente compresa della nostra vita.\nÈ una categoria filosofica\, una costante scientifica e qualcosa che ognuno può definire a modo suo. La realtà si riferisce a tutto ciò che sorge nel tempo e poi scompare\, e di solito la sua esistenza non ha bisogno di prove. L’autonomia implica indipendenza e azione secondo i propri motivi interni e nell’era della globalizzazione acquista un significato speciale.\nAbbiamo invitato gli artisti ad andare alla ricerca di una realtà autonoma\, quella che non è controllata dall’esterno e si sviluppa secondo le proprie leggi\, indipendente e autosufficiente\, autonoma e distaccata.\nla realtà autonoma è insita nell’approccio scientifico al sistema di sviluppo della conoscenza del mondo\, e nel campo delle illusioni e parole\, nel mondo digitale che tenta la realtà virtuale\, e nell’universo “altro” nascosto della memoria\, nel mondo illusorio del cinema e nelle leggi dello sviluppo economico\, nello spazio e nella cerchia interna della famiglia. \nReality is an intuitively understood component of our life. It is a philosophical category\, a scientific constant\, and something that everyone can define in his own way. Reality refers to everything that arises in time and then disappears\, and usually\, its existence does not need any proof. Autonomy implies independence and acting according to one’s own internal motives\, and in the age of globalization it acquires special significance. We invited the artists to go in search of an autonomous reality\, the one that is not controlled from the outside and develops according to its own laws\, independent and self-sufficient\, self-governing and detached. They have discovered it in the system of scientific approach to the development of knowledge of the world\, and in the phantom field of illusions and words\, in the digital world that tempts virtual reality\, and in the hidden from extraneous universe of memory\, in the illusory world of cinema and in-laws of economic development\, in space and in the inner circle of family.\nBy Marina Fomenko \nSelezione Video \nVladimir Abikh\, Communication\, Russia\, 2015\, 2:19\nElena Artemenko\, Russia\, Comfortable Protest\, 2012-2013\, 3:25\nNastya Kuzmina\, Malik Search Engine\, Russia\, 2017\, 19:23\nSuzie Léger\, Katarina Csanyiova\, Apropos of Logic\, Austria\, 2016\, 6:20\nLyoudmila Milanova\, Steffi Lindner\, Agens\, Germany\, 2017\, 21:30\nAnna Studinovskaya\, ART/ADT\, Russia\, 2016\, 6:12 \nInternational Video Art Festival Now&After si tiene annualmente a Mosca dal 2011. Il festival è tradizionalmente svolto all’interno di uno spazio museale\,  dove le opere vengono presentate in installazioni multicanale durante le settimane di apertura del festival. \nwww.now-after.org\nnow.after.festival@gmail.com
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SUMMARY:Che ci faccio qui? Sonia Andresano - Unica data
DESCRIPTION:Che ci faccio qui?\ndi Sonia Andresano\na cura di Alessandra Arnò e Giulio Verago\nUNICA DATA \nOpening giovedì 24 ottobre 2019\, ore 18\,30\n \nVisualcontainer presenta che ci faccio qui? di Sonia Andresano\, a cura di Alessandra Arnò e Giulio Verago.\nLa videoinstallazione\, realizzata durante la residenza di Viafarini\, racconta la vertigine di un robot aspirapolvere che sembra cercare casa muovendosi sul perimetro dello spazio.\nUn video realizzato all’interno della Fabbrica del Vapore per rimovimentare in chiave domestica un luogo nato come Fabbrica di tram. \n“Circoscrivere un luogo transitandolo\, stazionare sul perimetro delle case degli altri\, vagare nello spazio urtando i battiscopa nella smania di un altrove.\nIl robot si muove in bilico\, tra l’ordine e il caos\, tra la dimensione privata e lo spazio pubblico: una volta dentro è la vertigine.\nIn un percorso incerto e imprevedibile\, poco delineato\, muove la visione costringendo a osservare quelle parti dove lo sporco si sedimenta in maniera più invisibile e attraverso movimenti goffi riconosce gli ostacoli ma non sempre li aggira. A volte si scontra con i limiti\, cambia suono\, innesca un cortocircuito.\nNella sua area programmata di pulizia perlustra\, si inceppa\, riprende fiato e abita. Non arresta la corsa fin quando non termina il suo lavoro.\nSembra che abbia paura di perdersi\, sfoca la visione e ricalcola il percorso. Cerca la strada giusta con passi esitanti e sguardo che non sa dove dirigersi.” \nSonia Andresano\nSalerno\, 1983. Vive e lavora tra Roma e Milano. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e conseguito la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Nei suoi lavori tematiche come l’attesa\, il viaggio\, il cambiamento raccontano aspetti personali in continuo divenire. Le sue opere spaziano dalla performance\, al video\, alla fotografia e alla scultura. Nel 2017 vince il primo premio all’Apulia Land Art Festival. Tra le mostre più recenti: Geografico Sicilia presso Dimora Oz/Teatro Garibaldi – Palermo\, La superficie accidentata Video Arte presso Fourteen Art Tellaro\, Crescit eundo presso Festival Art+b=love (?) – Ancona\, Peso Leggero presso Albumarte – Roma. È finalista del premio Un’opera per il castello presso Castel Sant’Elmo – Napoli\, attualmente è in residenza presso Viafarini – Milano. Le sue opere sono state acquisite dall’archivio video di Careof. \n 
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