{"id":846,"date":"2012-12-04T12:35:25","date_gmt":"2012-12-04T11:35:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dotbox.it\/main\/?p=846"},"modified":"2012-12-04T12:37:26","modified_gmt":"2012-12-04T11:37:26","slug":"my-name-is-antonio-patrizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/my-name-is-antonio-patrizio\/","title":{"rendered":"MY NAME IS&#8230; Antonio Patrizio"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/MyNameIS_Antoniopatrizio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"MyNameIS_Antoniopatrizio\" src=\"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/MyNameIS_Antoniopatrizio-1024x354.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"214\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>MY NAME IS\u2026 ANTONIO PATRIZIO<\/strong><br \/>\n<strong>Screening a cura di Mariacristina Ferraioli\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\n<strong>27 novembre 2012 ore 18,30<\/strong><\/p>\n<p><strong>Unica data<\/strong><\/p>\n<p>MY NAME IS\u2026 Antonio Patrizio \u00e8 una nuova tappa della rassegna ideata e curata da Mariacristina Ferraioli per [.BOX] Videoart Project Space, spazio espositivo dell\u2019associazione Visualcontainer.<br \/>\nIl progetto nasce dalla volont\u00e0 di proporre un\u2019attenta ricognizione sulla videoarte italiana degli ultimi anni e di approfondire alcune ricerche che ne hanno segnato il cammino. Come da abitudine, la rassegna \u00e8 strutturata in serate-evento a carattere monografico. Il pubblico pu\u00f2 cos\u00ec godere di un approccio visivo insolito. Se \u00e8 vero, infatti, che quasi tutte le opere sono state concepite per essere mostrate singolarmente, \u00e8 anche vero che, inserite nel contesto dell\u2019intera produzione, esse possono assumere sfumature e significati inediti e dar vita a nuove possibilit\u00e0 di lettura.<br \/>\nQuesto nuovo appuntamento di My Name Is\u2026 \u00e8 dedicato ad Antonio Patrizio, artista italiano che vive e lavora tra Londra e Milano. Attraverso l\u2019uso insistente del corpo, che nella sua ricerca \u00e8 mezzo e non fine, Patrizio mette in scena l\u2019ossessione, il disinganno, la paura come possibili chiavi di lettura del nostro tempo. I suoi video raccontano di essere umani e di fragilit\u00e0 complesse. Raccontano la precariet\u00e0 che nella nostra epoca ha bloccato l\u2019uomo in un eterno presente lontano da ogni forma di passato e senza alcuna rivelazione di futuro. Una condizione innaturale che palesa un\u2019esistenza chiusa in un immobilismo senza alcuna via d\u2019uscita in cui l\u2019uomo, che \u00e8 al centro di ogni opera, \u00e8 specchio di una societ\u00e0 ormai logorata dalle proprie aspettative disilluse.\u00a0 La stessa ossessione del corpo diventa per l\u2019artista un modo per definire l\u2019essere. Le immagini di Antonio Patrizio svelano un viaggio onirico tormentato ed asfissiante che tiene conto di una ricerca estetica scrupolosa e di retaggio teatrale di non comune classicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Lista delle opere in mostra:<\/strong><\/p>\n<p><strong>59 sec\u2026<\/strong><br \/>\n00\u201959\u2019\u2019<br \/>\n2006<\/p>\n<p><strong>Fragments<\/strong><br \/>\n01\u201937\u2019\u2019<br \/>\n2008<\/p>\n<p><strong>B<\/strong><br \/>\n02\u201902\u2019\u2019<br \/>\n2008<\/p>\n<p><strong>Critical Beginning<\/strong><br \/>\n01\u201930\u2019\u2019<br \/>\n2007<\/p>\n<p><strong>Discovery<\/strong><br \/>\n03\u201900\u2019\u2019<br \/>\n2009<\/p>\n<p><strong>Shadows<\/strong><br \/>\n04\u201919\u2019\u2019<br \/>\n2010<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Antonio Patrizio<\/strong> \u00e8 nato a Napoli. Vive e lavora tra Milano e Londra.<br \/>\nDopo essersi diplomato in Scultura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli, si \u00e8 trasferito a Milano dove si \u00e8 specializzato in fotografia di moda. Nel 2010 si \u00e8 trasferito a Londra. Nel 2011 ha frequentato un corso di specializzazione in Arti Visive con Ilga Leimanis presso la Central Saint Martins School. Collabora con magazine come Cosmopolitan e Maxim. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all\u2019estero, fra cui: (2012) Mapping, Cecilia \u2013 Centro per la Creativit\u00e0 di Tito (Potenza); (2011) Off Beige, Beaconsfield Studios, Brighton (UK); (2009) Les Instants Vid\u00e9o, Marsiglia (Fr); (2009) MERORIES, Circolo degli artisti, Napoli; (2009) Magical Mystery Tour, galleria Wunderkammern, Roma; mostra 2VIDEO, (2009) Galleria neon&gt;campobase, Bologna; (2007) \u201cProject59\u201d video festival: Galapagos Art Space, Brooklyn, (USA); Top Kino Vienna (AUS); Skuc Gallery, Ljubljana, (SLO); WIDMER+THEODORIDIS contemporary,\u00a0 Zurich (CH).<\/p>\n<p><strong>Mariacristina Ferraioli<\/strong> \u00e8 una curatrice indipendente che vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell\u2019Arte, ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera. In seguito ha ottenuto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d\u2019Accueil et d\u2019Echanges des R\u00e9collets di Parigi. Ha svolto uno stage presso il Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra Traces du Sacr\u00e9 ed ha pubblicato un testo sul catalogo della mostra. E\u2019 stata co-fondatrice di 317 associazione per l\u2019arte contemporanea con sede a Nizza. \u00c8 assistente presso il Dipartimento di Nuove Tecnologie dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera e collabora con l\u2019ufficio Master della stessa Istituzione. E\u2019, inoltre, docente di Comunicazione ed Organizzazione di Eventi Culturali e collabora con quotidiani e riviste.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MY NAME IS\u2026 ANTONIO PATRIZIO Screening a cura di Mariacristina Ferraioli\u00a0\u00a0 27 novembre 2012 ore 18,30 Unica data MY NAME IS\u2026 Antonio Patrizio \u00e8 una nuova tappa della rassegna ideata e curata da Mariacristina Ferraioli per [.BOX] Videoart Project Space, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/my-name-is-antonio-patrizio\/\">Continua a leggere <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[62,40],"class_list":["post-846","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-62","tag-my-name-is"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=846"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/846\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":850,"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/846\/revisions\/850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dotbox.it\/main\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}