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FemLink-ART // Utopia



a cura di Véronique Sapin
sabato 10 ottobre 2026 – data unica
Opening: ore 18.00 – 21.00



Artist*: Alessandra Arnò, Evgenija Demnievska, Janelle Vanderkelen, Marilena Preda Sanc, Vouvoula Skoura, Liina Siib, Maria de Alba, Prilla Tania, Sigrun Hardardottir, Anne Penders, Christie Widiarto, Graciela Taquini, Surekha Sharada, Sabine Mooibroek, Rosa Jijón, Katya Nikonorova, Esperanza Collado, Heejeong Jeong, Cagdas Kahriman, Jelena Miskovic, Véronique Sapin, Tanya Akhmetgalieva

Visualcontainer[.BOX] presenta UTOPIA, progetto internazionale di FemLink-ART a cura di Véronique Sapin. Ventidue video realizzati nel 2025 compongono un programma di 45 minuti che attraversa modi diversi di pensare l’utopia: promessa, critica, rischio, desiderio e pratica di trasformazione. La mostra è aperta in data unica dalle 18.00 alle 21.00, con ingresso gratuito.

L’utopia come distanza critica

Nella cultura occidentale l’utopia ha spesso assunto la forma di una società finalmente armoniosa, liberata dalle disuguaglianze e dai conflitti del presente. La sua storia, tuttavia, è attraversata da un’ambivalenza profonda. Ogni progetto di ordine ideale può aprire nuove possibilità, ma può anche irrigidirsi in una norma che decide quali vite, desideri e comportamenti siano ammessi. Per questo oggi la parola utopia viene accolta con sospetto: evoca insieme l’immaginazione politica e il fallimento dei sistemi che hanno preteso di trasformare scientificamente la società.

La selezione curata da Véronique Sapin non risolve questa ambivalenza. La usa come punto di partenza. Utopia diventa una distanza critica tra ciò che esiste e ciò che dovrebbe esistere, tra le condizioni materiali del presente e la capacità di immaginare relazioni differenti. Le opere sono lucide, ironiche, talvolta dolorose. Non descrivono un unico futuro, ma osservano le fratture attraverso cui un altro mondo può essere pensato.

Anche l’arte viene interrogata. Un video mostra una verità sul mondo oppure costruisce uno dei mondi possibili? È una forma di esplorazione o una via di fuga? I lavori raccolti in UTOPIA mantengono aperte entrambe le direzioni. L’immagine può sottrarsi temporaneamente al reale, ma proprio questa deviazione permette di riconoscere ciò che nel presente appare bloccato, ingiusto o ormai normalizzato.

Armonia da ritrovare o da costruire

Il primo gruppo di opere immagina relazioni ideali tra esseri umani, ambiente e tecnologia. In Utopia Is Not a Futuristic Scenario di Alessandra Arnò, già il titolo rifiuta di rinviare il possibile a un domani indefinito. Waterways di Christie Widiarto, Facing the Sea di Surekha Sharada, Memorias del Hielo di Rosa Jijón e Ütopya di Cagdas Kahriman attraversano acqua, paesaggio, memoria e ritualità per cercare forme di equilibrio che non coincidano con il dominio sul vivente.

Queste opere non descrivono una natura incontaminata alla quale tornare. Interrogano piuttosto la possibilità di ricostruire legami dentro un mondo già segnato dalla tecnologia, dallo sfruttamento delle risorse e dalla crisi ambientale. L’armonia appare come relazione da negoziare, non come condizione originaria da restaurare.

Tra luce e ombra

Un secondo insieme di lavori mette alla prova l’ideale. Utopia di Evgenija Demnievska, The Poetics of the Borders – Berlin-Nicosia di Vouvoula Skoura, On the Surface of Ourselves di Liina Siib, Dream of Peace and Freedom di Maria de Alba, Slow Down di Prilla Tania, No Empty Land di Anne Penders, Event Horizon di Heejeong Jeong e Bitter Flame di Tanya Akhmetgalieva affrontano confini, libertà, territorio, attesa e conflitto.

La promessa di una comunità armoniosa incontra qui la perdita di autonomia, l’esclusione e la violenza delle separazioni. Le opere mostrano quanto sia fragile la costruzione di un mondo ideale quando viene sottoposta alla prova dei corpi, delle frontiere e delle disuguaglianze. La critica non cancella l’utopia: impedisce che diventi cieca rispetto alle proprie conseguenze.

Processi dinamici

Il terzo nucleo abbandona l’idea dell’utopia come luogo compiuto e la osserva come processo. Niches di Janelle Vanderkelen, Panta Rhei di Marilena Preda Sanc, Point of View di Sigrun Hardardottir, Hope di Graciela Taquini, Shake, Roll, Tap, Cut and Chop di Sabine Mooibroek, Eldorado di Katya Nikonorova, The Dream of Formosa di Esperanza Collado, Birth of the Bay di Jelena Miskovic e Come, Let’s Live and Think Between the Lines di Véronique Sapin lavorano sul movimento, sulla trasformazione e sul cambiamento di prospettiva.

In questi video il possibile non coincide con l’attesa di una soluzione futura. Si manifesta nell’azione creativa, nel gesto che interrompe una consuetudine, nell’attraversamento di una linea e nella capacità di modificare il modo in cui guardiamo il presente. L’utopia diventa così una pratica incompleta, esposta al fallimento ma ancora capace di produrre immaginazione politica.

Un programma plurale

Le 22 opere costruiscono una geografia ampia, attraversata da esperienze e contesti differenti. La forma breve permette al programma di passare rapidamente da un’immagine all’altra senza annullarne le differenze. UTOPIA non cerca una sintesi comune: mette in relazione ipotesi, dubbi e desideri, lasciando allo spettatore il compito di riconoscere il proprio rapporto con il possibile.

In un presente segnato dalla crisi ambientale, dall’aumento delle disuguaglianze e dalla chiusura degli spazi di confronto, immaginare non significa allontanarsi dalla realtà. Può significare renderne visibili i limiti e sottrarre il futuro alla convinzione che nulla possa cambiare. È in questa tensione tra critica e possibilità che il progetto di FemLink-ART trova la propria forza.

Programma completo

01 Alessandra Arnò UTOPIA IS NOT A FUTURISTIC SCENARIO Italia

02 Evgenija Demnievska UTOPIA Serbia

03 Janelle Vanderkelen NICHES Stati Uniti

04 Marilena Preda Sanc PANTA RHEI Romania

05 Vouvoula Skoura THE POETICS OF THE BORDERS – Berlin-Nicosia Grecia

06 Liina Siib ON THE SURFACE OF OURSELVES Estonia

07 Maria de Alba DREAM OF PEACE AND FREEDOM Spagna

08 Prilla Tania SLOW DOWN Indonesia

09 Sigrun Hardardottir POINT OF VIEW Islanda

10 Anne Penders NO EMPTY LAND Belgio

11 Christie Widiarto WATERWAYS Australia

12 Graciela Taquini HOPE Argentina

13 Surekha Sharada FACING THE SEA India

14 Sabine Mooibroek SHAKE, ROLL, TAP, CUT AND CHOP Paesi Bassi / Svizzera

15 Rosa Jijón MEMORIAS DEL HIELO Ecuador

16 Katya Nikonorova ELDORADO Kazakistan

17 Esperanza Collado THE DREAM OF FORMOSA Irlanda

18 Heejeong Jeong EVENT HORIZON Corea del Sud

19 Cagdas Kahriman ÜTOPYA Turchia

20 Jelena Miskovic BIRTH OF THE BAY Serbia

21 Véronique Sapin COME, LET’S LIVE AND THINK BETWEEN THE LINES Francia / Canada

22 Tanya Akhmetgalieva BITTER FLAME Russia

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