L’amavo troppo e le ho sparato
L’amavo troppo e le ho sparato arriva a Visualcontainer[.Box] l’8 marzo come un gesto necessario: tre opere video nate da azioni e ricerche già presentate alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e alla Mole Antonelliana di Torino, qui riattivate in una forma raccolta e frontale.
Nell’estate 2022 Irene Pittatore e Isabelle Demangeat studiano sulle Alpi Marittime francesi gli atti di processi per femminicidio dall’Ottocento in avanti, preparandosi a un workshop sulla violenza di genere. Le parole degli imputati e dei testimoni—spesso assolutorie, dentro l’alibi del “delitto passionale”—si sovrappongono a un presente che irrompe: elicotteri della Gendarmerie sorvolano Gréolières per cercare un uomo armato in fuga dopo aver ucciso la compagna; nello stesso tempo, una collega italiana minacciata di morte dal fratello prova a ottenere una residenza fittizia per proteggersi.
Storia e cronaca, archivi e territorio, linguaggio e corpi: tutto restituisce la stessa sensazione di assedio. La mostra mette a fuoco la persistenza sistemica della violenza maschile sulle donne e interroga, senza scorciatoie, la responsabilità di chi guarda e di chi ascolta. La domanda resta aperta, urgente e collettiva: che fare?
L’amavo troppo e le ho sparato è un quaderno d’artista interattivo e transmediale mosso dal desiderio di unire le forze e i più efficaci strumenti per contrastare la violenza di genere. Il progetto è concepito da un’artista e giornalista pubblicista italiana – Irene Pittatore – e da una formatrice e coach francese, con esperienza internazionale nel campo dell’inclusione e della diversità – Isabelle Demangeat.